2012, Einaudi
ISBN 978-88-06-20680-2
Lorenzo ha quattordici anni, è introverso, timido, dentro di lui galoppano inquietudini e disagi che tormentano i suoi genitori. Preoccupati dai suoi ripetuti scatti di rabbia, a macchiare un’esistenza altrimenti serena in apparenza, lo trascinano da uno psicanalista che sentenzia “ disturbo narcisistico della personalità”. Quando dice alla madre di essere stato invitato ad una gita a Cortina d’Ampezzo con dei compagni, la donna non riesce a trattenere l’emozione, confessa una gioia infinita, poi si chiude in bagno e piange, incredula che quel ragazzino che aveva faticato tanto ad inserirsi in un gruppo, avesse finalmente degli amici.
Non era vero. Lorenzo prepara lo zaino, si fa accompagnare dalla madre a qualche centinaio di metri prima dal punto di incontro con i compagni ma torna a casa di nascosto. La balla prosegue per tutto il romanzo costringendo Lorenzo a rifugiarsi in cantina, rifornita di scatolette di tonno, lattine e romanzi di Stephen King.
Il piano è quello di rassicurare la madre con alcune telefonate e starsene lì accucciato fino alla fine della gita ma Olivia -la sorellastra figlia di primo letto del padre- spunta improvvisamente nel nascondiglio. Sta cercando una scatola in cui aveva nascosto dei soldi tempo prima ma non trovandoli inizia a sentirsi male per una crisi d’astinenza da eronina. Olivia è ormai dentro fino al collo nella bugia di Lorenzo e lui non può non prestarle aiuto. A questo punto chi dovrebbe proteggere è protetto, chi dovrebbe fornire un buon esempio, lo riceve. E’ qui che inizierà lo scambio interiore liberatorio in grado di restituire consapebolezza e coraggio per affrontare il mondo esterno, per svincolarsi dalla schiavitù del proprio <<io>> che affligge Lorenzo ed Olivia.
Le pagine di questo romanzo tenero e complicato svelano riga dopo riga un legame che si forma e si consacra, un’alleanza che va oltre l’amicizia, un “io e te” che solo chi si è riconosciuto nell’animo di un altro può pronunciare. Questo libro recentemente è diventato un film, per la regia di Bernardo Bertolucci.
Cosa ne penso: difficile, autentico
Mi ricorda il profumo: Aquolina Pink Sugar

Uno dei migliori lavori di Ammaniti….è con questo ho detto tutto!
Grazie del tuo commento, concordo, Ammaniti non delude mai!
“un “io e te” che solo chi si è riconosciuto nell’animo di un altro può pronunciare”
Ecco. Grazie. Non avrei saputo dirlo meglio.
Grazie. Soffro di un’adorazione per Ammaniti, lo definisco uno psiconauta, con un termine tutto mio! Non finisco mai di perdermi nei suoi racconti e mi riperdo mille volte a libro finito, le immagini ormai parte di me. Poi quando ho visto che si teneva gli occhiali al collo con un cordino di spago beh… fantastico!
Lui racconta storie.
E non tutti gli scrittori ci riescono
Le storie tutto per me.
Condivido! A rileggerci!